Non solo pieghevole, il display cerca spazio per altre vie

I problemi incontrati dai primi schermi pieghevoli aprono la strada a soluzioni alternative e suggestive per guadagnare spazio senza aumentare le dimensioni
Sembra una lotta all’ultimo pixel quella intrapresa di recente dai produttori di dispositivi mobile, e in modo particolare gli smartphone, per aumentare le dimensioni del display. Tra bordi sempre più sottili o addirittura arrotondati, cambi di rapporto nella diagonale visiva, fino alla recente comparsa degli schermi pieghevoli, la sfida sembra appena iniziata
Eppure, c’è chi è pronto a scommettere su come la partita si giocherà su altri campi. Soprattutto, mettendo in discussione la reale utilità e un futuro prospero. Alla luce dei primi riscontri reali, un’ipotesi non del tutto campata per aria.

L’integrazione potrà battere il pieghevole
Anche perché gli analisti ABI Research autori dello studio, hanno individuato una serie di alternative più facili da seguire e con minori impatti sull’affidabilità dei sistemi. Così, se schermi pieghevoli al momento è ancora sinonimo di problemi tecnici, integrazione o riduzione degli altri componenti giocano indirettamente in favore di più spazio per gli schermi.
Per esempio, i dati ABI Research stimano per il 2023, 487 milioni di smartphone con tecnologia biometrica integrata e 228 milioni di unità con lettore di impronte digitali direttamente nel display.
In pratica, questo contribuisce a ridurre il numero di sensori distinti presenti in uno smartphone, Se si unisce la tendenza di passare a tasti induttivi, si libera una buona superficie da sfruttare proprio per ingrandire lo schermo, senza continuare nella corsa sfrenata a smartphone dalle dimensioni vicini a un tablet.
Anche perché, il discorso non si ferma qui. Come sottolinea ABI Research, ci si può spingere oltre nell’integrazione, liberando quindi ulteriore spazio. In tal senso, sono da seguire gli esempi Samsung per l’ottica frontale e quello LG Cristal Sound OLED pronto addirittura a sfruttare il display come speaker senza ricorrere a uno dedicato.

Il terreno ideale per Apple
Un’evoluzione con grande potenziale anche sul fronte del design aprendo la strada a una nuova generazione. Un contesto dove non può fare a meno di ritrovarsi chiamata in causa Apple. Gli analisti danno infatti per certo lo stato avanzato di un progetto per un iPhone totalmente primo di qualsiasi foro, fessura o pulsante, riducendo tutto a una superficie perfettamente liscia e dedicata esclusivamente al display.
L’aspetto particolarmente interessante è come ognuno dei grandi nomi sia in possesso di una tecnologia innovativa in questo senso. Tutti però, parziali e diverse tra loro. Cioè, se Apple ha un brevetto per integrare lo speaker in uno schermo, Samsung ce l’ha per la videocamera e LG per una superficie visiva totale. Sembra quindi ragionevole ipotizzare una stagione di inedite alleanze per arrivare a prodotti completi, ammesso che le tecnologie si possano abbinare.
Tutto questo dovrà però fare i conti non solo con la competitività dei costi per i nuovi potenziali modelli di smartphone, ma anche per potenziali effetti collaterali. Nel momento in cui ogni operazione dipendesse dal display, aumenta in misura considerevole anche il rischio di comandi accidentali e quindi di compromettere l’usabilità.