Sensori e wearable in medicina, alleati preziosi per il Covid-19 e oltre

Sensori e wearable in medicina, alleati preziosi per il Covid-19 e oltre






L’efficacia dei wearable in medicina dimostrata nella lotta al Covid-19 favorisce la diffusione dei sensori e la ricerca di nuove opportunità

Nella lotta contro il Covid-19 la capacità di misurare parametri come temperatura e ossigenazione del sangue è uno dei sistemi più efficienti in materia di prevenzione, così come il tracciamento delle persone una volta accertato il contagio. Entrambe, situazioni dove il contributo dei wearable in medicina si sta rivelando fondamentale.

Negli ambienti scientifici diversi studi hanno già dimostrato l’efficacia dei wearable in medicina, così come la loro utilit sul campo. Facile intuire di conseguenza come anche la ricerca si sia prontamente orientata in questa direzione.

I dati di mercato sono già evidenti. Le vendite di sistemi per misurare la pressione, monitorare a distanza i livelli di glucosio, le soluzioni per elettrocardiogramma e i saturimetri hanno registrato un’impennata.

Sensori e wearable al centro delle cure

Secondo ABI Research, destinata a superare quota 30 milioni di unità entro la fine dell’anno, per arrivare addirittura a 104 milioni di prodotti venduti entro il 2025. Vale a dire, una crescita annuale del 28% per almeno cinque anni.

Questo grazie anche al raggio di applicazione crescente. I wearable in medicina si usano tanto nelle fasi di sperimentazione quanto in quelle di cura, all’interno degli ospedali ma sempre più spesso anche a distanza. Inoltre, con la possibilità per il personale specializzato di seguire più pazienti, sfruttando meglio il tempo disponibile.

Importanti anche il relativo giro d’affari. IDTechEx stima infatti un mercato dal valore di 3,1 miliardi di dollari entro il 2021, risultato dell’impiego crescente di sensori nei prodotti wearable. Entro il 2025, la cifra è destinata a salire fino a 5,3 miliardi di dollari.

Per buona parte, impiegati al di fuori della medicina, a cui va però riconosciuto il grande merito di averne dimostrato l’utilità durante i mesi dell’emergenza Covid-19.

Sicuri e in salute indossando i sensori

Variegato il panorama delle destinazioni d’uso, dai sensori per rilevare prodotti chimici o gas e garantire la sicurezza quando ci si muove all’interno di ambienti, alle fotocamere sempre più piccole, fino ai sensori luminosi e ai microfoni.

Inoltre, resterà ancora importante il contributo dei sensori alla base della popolarità degli smartwatch, vale a dire GPS, giroscopi e i più recenti termometri ed elettrodi.

Viene da chiedersi a questo punto quale sarà il prossimo passo per i wearable in medicina e quando si potrà concretizzare. Le prospettive sono diverse e neppure troppo lontane.

Presto infatti, i cerotti smart, o più comunemente le smart patch diventeranno la regola come supporto al monitoraggio dei pazienti riducendo il più possibile ricoveri e visite in ambulatorio. Più in tema con la situazione attuale, di grande aiuto nel tracciamento dei contagi.

Interessanti anche le potenzialità degli hearable, una delle vie più recenti per leggere parametri come la temperatura o anche la frequenza cardiaca, con maggiore precisione.


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