Con l’occhio bionico 3rd Eye inizia l’evoluzione verso il Phono Sapiens

Per chi è troppo preso da social e notifiche anche per strada, 3rd Eye è l’occhio robotico che avvisa dei pericoli ed evita brutte figure
Un occhio in più per chi è talmente ossessionato nel guardare lo smartphone da dimenticarsi di tutto ciò che lo circonda, pericoli compresi. Ora con 3rd Eye non è più solo un modo di dire, ma un vero e proprio progetto sviluppato dal designer Minwook Paeng.
Se proprio non si può guarire la dipendenza da notifica, si può comunque provare a tenerla sotto controllo ed evitare conseguenze ben più gravi di sembrare un po’ originali, per non dire di peggio. Questa l’idea di 3rd Eye, descritto in un video su Youtube, pensato per tutelare non solo il distratto di turno ma anche chi gli sta intorno.

L’occhio bionico indossabile guarda la strada
L’idea è realizzare una sorta di occhio virtuale robotico. In pratica, un dispositivo da indossare sulla fronte, all’apparenza molto simile a una sorta di luce frontale come quelle utilizzate da alpinisti o speleologi, ma a volte anche da chi esce a correre con il buio.
Al suo interno però, una tecnologia decisamente più smart. Grazie a un giroscopio e a un sensore a ultrasuoni, 3rd Eye è prima di tutto in grado di rilevare la posizione della testa. Se risulta abbassata, nella tipica posizione di chi fissa lo smartphone, allora il sistema entra nella fase attiva.
A quel punto, con lo sguardo distolto dalla strada, se viene rilevato anche un movimento, il terzo occhio emette un suono non appena un presunto ostacolo si avvicina a meno di un metro. Quanto basta per risvegliare l’attenzione del social-dipendente di turno ed evitare così pericolosi o anche solo imbarazzanti scontri con pali, oggetti o persone.
Nonostante quanto si possa credere, non si tratta di un lavoro da semplici appassionati. Il progetto è rientra infatti nel programma finale di studi di Minwook Paeng per il corso di Innovation Design Engineering presso la Royal Imperial College of Art and Imperial College di Londra.

Così 3rd Eye trasforma l’Homo Sapiens in Phono Sapiens
Al di là delle apparenze, un vero e proprio studio anche dl punto di vista sociale. L’autore infatti non ha esitato a definire la propria invenzione come la prova del passaggio evolutivo da Homo Sapiens in un meno attento Phono Sapiens, il cui primo ambiente naturale non è più il contesto reale ma Internet.
Dal punto di vista della tecnologia adottata 3rd Eye è piuttosto semplice. Il prototipo utilizza infatti una comune videocamera indossabile, alla quale è collegato un giroscopio per rilevare la posizione di testa e telefono, mentre un sonar si occupa di seguire il movimento della persona quando il collo è abbassato. Il tutto combinato sfruttando la piattaforma Arduino e completato da un cuscinetto in gel per risultare comodo da indossare.
Difficile al momento capire se, quando e come 3rd Eye sarà in commercio. Già il fatto però di vedere una situazione all’apparenza paradossale diventare oggetto di studio ad alto livello, potrebbe però indurre qualche riflessione.
Su natura, opportunità e conseguenze, ognuno può trarre le proprie conclusioni. Resta prima di tutto però da accertare se si possa parlare di vera e propria evoluzione o se invece non sia un preoccupante segnale nella direzione opposta.
Pubblicato il 1/6/2021