I primi dieci anni di inReach, sicurezza senza confini

Da quando èsono stati proposti per la prima volta nel 2011, i sistemi Garmin inReach hanno risposto a diecimila chiamate di soccorso
Una delle caratteristiche principali dei dispositivi per la sicurezza è l’apparente inutilità fino a quando non succede qualcosa. Quindi, se va tutto bene, in pratica i rischia di dimenticarsene, al punto da far sorgere il dubbio sui relativi costi. Forse anche per questo, Garmin ha voluto proporre un punto delle situazione su inReach.
La propria tecnologia di comunicazione satellitare a supporto di chi pratica attività all’aperto e in condizioni spesso estreme, in realtà è tutt’altro che passiva. Nei dieci anni di attività, ammontano infatti a oltre diecimila le richieste di intervento ricevute e gestite di conseguenza.
Certamente, poche se si considera il tempo complessivo d’utilizzo. Tuttavia, anche questo segnale di affidabilità, con la garanzia di farsi trovare sempre pronta e intervenire solo al momento giusto.

Là, dove il cellulare non arriva
La necessità di comunicare con inReach ha avuto origine da un limite comune in diverse zone del mondo, la copertura telefonica. Pur essendo estesa a buona parte delle regioni, essa infatti non risulta garantita in maniera uniforme in tutte le aree, soprattutto in quelle montane. Il solo telefono cellulare dunque, non garantisce la certezza di poter comunicare. In più, il diporto: la possibilità di utilizzare un telefono in mare risulta già preclusa a poche miglia dalla costa.
Più in generale, l’esigenza di comunicare con qualcuno e condividere la propria posizione è molto più comune di quanto si possa pensare. Per esempio, può rivelarsi fondamentale se, a causa di una semplice caduta, di un malore improvviso o di un cambio repentino delle condizioni meteo, è difficile tornare a casa. In queste situazioni la tecnologia satellitare diventa una delle pochissime soluzioni efficaci e rapide per informare i propri cari, fino a dimostrarsi imprescindibile nelle condizioni di emergenza per richiedere l’intervento dei soccorsi.
D’altra parte, i numeri parlano a favore di inReach. A partire dal 2011, Garmin Response, il centro di gestione emergenze internazionale, ha coordinato le richieste di Soccorso in oltre 150 Paesi.

Dalle montagne agli animali, inReach c’è
In America, molte richieste sono concentrate nelle zone montane della Pacific Crest Trail. Nel nostro Paese invece, Alpi e dorsale Appenninica sono le zone dove la pressione del tasto SOS ha registrato la maggiore frequenza. Soprattutto la zona del centro Italia dimostra quanto sia sbagliato ritenere necessario un comunicatore satellitare solo in aree remote o poco antropizzate.
Non a caso, metà delle richieste arriva proprio da questo genere di situazioni. Non son però le uniche: il 12% delle richieste arriva da automobilisti rimasti bloccati o la cui vettura ha manifestato un guasto, a dimostrazione di come la domanda di soccorso non sia necessariamente sinonimo di pericolo per la propria incolumità. Se il veicolo si ferma in una zona senza copertura telefonica, la richiesta via stellite rimane la soluzione più affidabile.
Interessante inoltre il dato secondo cui una richiesta di soccorso su cinque è stata effettuata per comunicare l’incidente di una persona fisicamente vicina all’utente inReach. L’esempio tipico, clienti di guide alpine durante un’uscita.
Non mancano le segnalazioni meno prevedibili, per non dire curiose, come la richiesta di aiuto per smarrimento di bambini, disastri naturali come inondazioni o problemi con il proprio animale domestico.
Pubblicato il 1/11/2022