L’abbigliamento smart non è ancora di moda

L’abbigliamento smart non è ancora di moda






Settore molto di nicchia nel mondo wearable, l’abbigliamento smart mantiene comunque un grande potenziale, a partire da sport e salute

Al momento, i dati non sembrano ancora supportare le potenzialità dell’abbigliamento smart. Nonostante questo però, il settore resta sempre dinamico e alla ricerca di nuove opportunità. Almeno, questo è quanto emerge da un recente report firmato IDTechEX.

La progressiva miniaturizzazione dei dispositivi, l’aumento nella loro affidabilità e versatilità, restano fattori guida per un mondo ancora in buona parte da scoprire. Al momento infatti, l’analisi non va oltre la valutazione di poche centinaia di aziende attive nel settore, dalle quali emergono però alcune indicazioni interessanti.

Tempi non ancora maturi

L’abbigliamento smart mantiene inalterato il potenziale di diventare parte integrante di un ecosistema wearable. A differenza dei primi progetti, emerge quindi una prima interessante novità.

Non si parla più di magliette, scarpe o pantaloncini smart indipendenti, ma di uno strumento aggiuntivo. La tecnologia è ormai minimamente invasiva. Sensori e relativa elettronica possono essere inseriti in un tessuto con un impatto minimo.

Il primo risultato importante è allargare la portata dei sensori. Non si parla più solo di uno smartwatch con rilevamento al polso, ma la possibilità di recuperare dati all’origine, più estesi e più precisi.

Grandi prospettive per sport e salute

Nei casi più semplici, all’abbigliamento smart vengono ricondotti capi riscaldanti. Una sorta di versione moderna della classica termocoperta. Un indumento in grado di mantenere il corpo alla giusta temperatura senza interventi manuali su regolatori.

Più sofisticati invece, i diversi progetti già avviati al servizio dello sport. Di sensori in scarpe o magliette è possibile ricavare informazioni utili a valutare meglio uno sforzo, ma anche una postura. Dalla possibilità di impostare allenamenti più personalizzati ed equilibrati, fino al gestire una tattica di gara in tempo reale, le prospettive sono tante e concrete.

Niente però, se paragonato al potenziale nel mondo della sanità. L’abbigliamento smart è infatti destinato a diventare uno dei punti fermi della telemedicina. La possibilità di monitorare con dati tempestivi e affidabili un paziente tra le mura di casa, evitando visite e ricoveri non indispensabili con relativi spostamenti, significa un importante salto di qualità nelle cure e al tempo stesso un abbattimento dei costi.

Pubblicato il 11/4/2023


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